giovedì 30 aprile 2015

Cloud computing tra servizi e novità

L'archiviazione dei dati è una necessità per moltissimi utenti, che possono scegliere fra una vasta gamma di gestori di cloud storage. Recentemente è nata SecureDrive, che garantisce una maggiore protezione dei dati, pensata soprattutto per le aziende.

cloud computing
Il mercato del cloud computing è estremamente competitivo.


Con il termine cloud computing, in italiano nuvola informatica, s'intende un insieme di servizi virtuali, quali l'archiviazione, l'erogazione, l'elaborazione e la trasmissione di dati, i quali sono disponibili on demand attraverso Internet. In Italia il mercato del cloud computing è considerato molto interessante, infatti valeva 493 milioni di euro nel 2013. In particolare per quanto riguarda l'archiviazione si utilizza il termine cloud storage, un modello di conservazione dei dati in rete, dove questi sono memorizzati su molteplici server virtuali, messi a disposizione da differenti gestori. Vediamo quali sono i principali fornitori del servizio di cloud storage e le ultime novità.

Cloud storage: servizi a confronto

1. Google Drive. Google offre un servizio di cloud storage, ma non solo. Grazie a Big G è possibile visualizzare documenti di tipo doc, excel, immagini, video e altro ancora. Una volta installato, si presenta come una nuova cartella del sistema operativo e permette di avere i file disponibili anche offline. L'utilizzo di questo servizio è molto semplice, ma non permette di differenziare l'upload di file in cartelle diverse. Google mette a disposizione 15 GB gratis, mentre per avere 100GB bisogna pagare 23,88 $ l'anno.

2. Dropbox. Permette di caricare file e cartelle, che possono essere visualizzati anche da terzi attraverso un link specifico. Inoltre permette anche di condividere le cartelle con altri utenti, le quali vengono sincronizzate molto rapidamente. La sincronizzazione riguarda però solo le cartelle e non i file. Se un file viene cancellato dal PC, resta disponibile online per 30 giorni L'utente ha a disposizione gratuitamente 2GB di spazio di archiviazione, il servizio a pagamento invece costa 9,99 $ al mese. Se convincete un amico ad iscriversi, Dropbox vi mette a disposizione 500 MB di spazio in più.

cloud storage
Il cloud storage è ottimo per l'archiviazione dei dati, anche se ci sono alcune perplessità sulla sicurezza.


3. One Drive. Conosciuto precedentemente come SkyDrive, è il servizio di cloud storage offerto da Microsoft. Tra le funzionalità, c'è il backup automatico della fotocamera per Android e la possibilità di archiviare, visualizzare e condividere video molto facilmente. In questo caso lo spazio di archiviazione gratuito è di 7GB, mentre vi sono dei pacchetti a pagamento per avere 50, 100 o 200 GB, con un costo massimo di 71,80 euro l'anno.

4. iCloud. Apple ovviamente non poteva mancare all'appello. L'azienda di Cupertino mette a disposizione tante funzionalità, come l'iCloud Keychain per il salvataggio delle password dei siti web visitati, e Streaming Foto, che permette, scattando una foto con un dispositivo iOS, di ritrovare l'immagine in una cartella condivisa con tutti gli altri dispositivi cloud. Apple mette a disposizione 5 GB gratuiti e pacchetti da 10, 20 e 50GB all'anno, con un costo massimo di 80 euro per dodici mesi.

Se volete informarvi anche su altri servizi, vi segnaliamo Younited, Copy, Amazon Cloud Drive e Syncplicity.

Cloud storage: l'ultima novità è SecureDrive

securedrive
SecureDrive è il nuovo servizio di cloud storage pensato per le aziende.


Una delle perplessità suscitate dal cloud computing, è la sicurezza dell'archiviazione dei dati in rete. Se questi dati riguardano foto delle vacanze piuttosto che l'archivio delle ricette di cucina, i servizi elencati sopra vanno più che bene. Insomma, nella peggiore delle ipotesi perdere alcune foto può essere anche un bene no? Se sì tratta però di dati aziendali, allora bisogna prestare molta più cautela. Una novità tutta italiana in questo settore è SecureDrive, una specie di cassaforte virtuale, messa a punto da InfoCert, azienda leader nel mercato europeo della certificazione digitale. Il funzionamento è simile a quello degli altri servizi, ma all'interno è presente un'area di sicurezza nella quale i dati sono protetti non solo da utenti terzi, ma anche dal gestore stesso. Questo servizio è pensato per le aziende e i professionisti e prevede un costo base di 99 centesimi al mese per 1 GB di spazio, fino ad un massimo di 13 euro per avere il salvataggio costante della cronologia dei file.

L'archiviazione dei dati è una necessità sia per le aziende che per gli utenti normali. Il mercato è estremamente competitivo ed esige servizi sempre più mirati e specifici. Voi utilizzate qualche servizio di cloud storage?



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1. ITEspresso
2. Cloud Fuze
3. Bitmat





martedì 28 aprile 2015

Tecnologia, mondo digitale e social media: gli 8 appuntamenti da non perdere

Sono numerosi in Italia e all'estero gli eventi dedicati alle nuove tecnologie e al mondo del web. Se siete interessati a tenervi aggiornarti su questi argomenti e a scambiarvi esperienze con i professionisti del settore, segnatevi questi appuntamenti in agenda.

fiere tecnologiche
Le fiere tecnologiche sono moltissime ogni anno, sia in Italia che all'estero.


Per gli appassionati del web e delle nuove tecnologie è importante essere sempre aggiornati. Il modo migliore è poter partecipare ai numerosi eventi che ogni anno vengono allestiti, in Italia e all'estero, per mettere a confronto esperienze ed assistere alla presentazione delle ultime novità. Abbiamo selezionato per voi 8 appuntamenti interessanti, ma tenete presente che sono moltissimi in realtà e alcuni vengono riproposti più volte all'anno e in città diverse.

1. Sicurezza ICT 2015

Cos'è: è un convegno dedicato ai temi della sicurezza e della protezione delle informazioni in azienda. Le tematiche affrontate quest'anno sono: mobility, cloud, business continuity e digital identity.
Dove: Roma
Quando: 5 maggio 2015
Informazioni utili: la partecipazione all'evento è gratuita, però occorre registrarsi sul sito.

2. Mobikon

Cos'è: è una fiera dedicata al mondo del mobile, utile per fare networking con i professionisti del settore e conoscere tutte le ultime novità. In particolare si parlerà di apps, mobile marketing, mobile commerce, imprese del settore, sicurezza e wearables.
Dove: Francoforte (Germania)
Quando: 11 e 12 maggio 2015
Informazioni utili: andando sul sito dell'evento, è possibile registrarsi e ottenere così il biglietto per la partecipazione gratuita. Se vi interessa però sbrigatevi, sono rimasti solo 3 giorni!
3. Social Media Week

Cos'è: è la settimana mondiale di eventi dedicata al web, alla tecnologia, all'innovazione e ai social media, grazie al contributo di numerosi relatori italiani e stranieri.
Dove: Roma
Quando: 8-12 giugno 2015
Informazioni utili: sul sito dell'evento potrete trovare tutte le informazioni utili sul programma e come partecipare.

social media week
Social media week è una settimana dedicata al mondo del web che si svolge a livello mondiale.

4. SMAU

Cos'è: è un roadshow pensato per professionisti, imprenditori e manager, per essere aggiornati nel campo delle ultime innovazioni e delle tecnologie digitali.
Quando: 8-9 luglio 2015
Dove: Firenze
Informazioni utili: sul sito potrete scoprire come partecipare se siete un'azienda, una startup o un ente.

5. #IT_TRENDS

Cos'è: è un convegno dedicato a tematiche quali sicurezza, flessibilità, automazione e continuità operativa per l'infrastruttura nell'era digitale.
Dove: Bologna
Quando: 24 settembre 2015
Informazioni utili: la partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito, ma l'organizzazione si riserva la facoltà di valutare e confermare le adesioni.

6. Ad:tech London 2015

Cos'è: è una expo conferenza interattiva su pubblicità e tecnologia, focalizzata in particolare sulle ultime novità del marketing digitale.
Dove: Londra (Inghilterra)
Quando: 13-14 ottobre 2015
Informazioni utili: per partecipare all'evento occorre registrarsi sul sito e attendere di essere ricontattati dall'organizzazione.

ad tech londra
Ad:tech è una conferenza internazionale e Londra è l'unica tappa europea per il 2015.


7. Salon HIFI, Home Cinéma & Technologies d'Intérieur 2015

Cos'è: è una mostra dei migliori prodotti attualmente sul mercato per gli amanti del cinema, dalle fonti tradizionali alle ultime novità come i server di streaming.
Dove: Parigi (Francia)
Quando: 17-18 ottobre 2015
Informazioni utili: il costo del biglietto è di 20 euro, che diventano 10 se ci si registra preventivamente al sito.

8. Wearable Tech Torino

Cos'è: è il primo evento italiano dedicato alle tecnologie indossabili, che si potranno testare per scoprirne personalmente tutte le funzionalità.
Dove: Torino
Quando: 20-21 novembre 2015
Informazioni utili: sul sito potete trovare tutto ciò che vi serve sapere per poter partecipare all'evento.


Questi sono solo alcuni degli eventi da non perdere se siete appassionati di tecnologia e mondo digitale. Avete qualche altro evento interessante da segnalarci?




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giovedì 23 aprile 2015

Dal selfie a Grumpy Cat, ecco i fenomeni virali più conosciuti

Grumpy Cat e il selfie sono solo alcuni dei fenomeni virali che spopolano sulla rete. Dai youtuber nostrani ai video musicali, il mondo del web è sempre alla ricerca dell'ultima tendenza per coinvolgere i suoi utenti.

grumpy cat selfie video virali
I video virali spopolano sul web e sono in grado di appassionare milioni di utenti in tutto il mondo.


Il web ci ha abituati in questi anni alla diffusione di moltissimi fenomeni. Che si tratti di persone, canzoni o comportamenti, grazie alla velocità di diffusione della rete queste tendenze diventano subito virali. Ma cosa vuol dire esattamente? Secondo Sharad Goel, docente all'Università di Stanford, il concetto di viralità si può definire in modo matematico. Lo studioso afferma che un fenomeno virale non solo è popolare, ma è promosso da individui non famosi e la sua diffusione è basata sulle persone, anziché sui media tradizionali. Grazie alla velocità di Internet, questi fenomeni sono in grado di oltrepassare molto velocemente i confini nazionali, diffondendosi a livello mondiale. Vediamo quali sono alcuni dei fenomeni virali più conosciuti, di origine italiana e non solo.

L'esempio di Clio make-up e Willwoosh

Sulla rete possono ottenere grande visibilità gli youtuber, ovvero coloro che diventano famosi grazie a video postati su YouTube. Un caso tutto italiano è quello di Clio Zammatteo, in arte Clio make-up. Il 26 luglio 2008 la ragazza apre un canale su YouTube chiamato ClioMakeUp, con lo scopo di condividere le sue conoscenze in materia di trucco ed estetica, fornendo dei video tutorial. Nel giro di tre anni il suo profilo riscuote sempre più successo su YouTube Italia, tanto da collocarsi fra i primi posti dei canali più seguiti. La notorietà diventa presto anche offline, tanto da fruttarle delle collaborazioni con Vogue, Pupa e un programma televisivo su Real Time.

clio make-up
Clio make-up è una dei youtuber più apprezzati in Italia, diventata famosa anche in TV.


Un altro youtuber italiano che si è distinto nel web è Willwoosh, al secolo Guglielmo Scilla. Il ragazzo carica il suo primo video nel 2009 e già nel 2011 risulta essere quello con più iscritti e visualizzazioni in Italia. Willwoosh spopola sul web con video su parodie esilaranti e anche per lui la fama diventa presto non solo virtuale. Guglielmo Scilla ha recitato in diversi film per il cinema, ha partecipato a programmi radiofonici e nel 2013 ha pubblicato un libro.

La mania del selfie

L'anno scorso uno dei fenomeni virali che hanno impazzato sul web è stato senza dubbio il selfie, ovvero l'autoscatto realizzato principalmente tramite smartphone, tablet o webcam, per essere diffuso sui social network. La sua nascita e la sua iniziale diffusione si ha all'inizio degli anni 2000, su social come MySpace, Facebook e Instagram, ma a dare davvero la spinta è la tecnologia, grazie all'introduzione della fotocamera frontale presente nell'iPhone 4. Lo scorso autunno la diffusione di questa tendenza è diventata tale, che il dizionario Zingarelli ha introdotto la parola “selfie” all'interno delle sue voci. Purtroppo però, questa moda apparentemente innocente ha avuto recentemente dei risvolti meno positivi. A popolare il web infatti ci sono anche i “sexselfie”, ovvero autoscatti erotici, e pare che in America 1 ragazzo su 5 ne sia un assiduo produttore.

selfie matteo renzi
Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi non riesce a resistere alla moda del selfie.


Grumpy Cat e la moda dei gattini

I veri re della rete però sono loro, i dolci e simpatici gattini. Comici, teneri o seriosi, le immagini che ritraggono i cari felini spopolano su qualsiasi social network, tanto che si trova su internet la wikiHow “Come girare un video virale con un gattino come protagonista”. Il perché di tanto interesse non lo sappiamo, ma quello che è certo è che un gatto in particolare ha fatto guadagnare alla sua padrona tantissimi soldi. Tardar Sauce, meglio nota come Grumpy Cat, “gatto brontolone”, è una gatta nota a tutto il web per la sua particolare espressione facciale, che in realtà è causata da una rara forma di nanismo felino. La gatta ha raggiunto la popolarità grazie ad una foto postata su Reddit dal fratello della proprietaria, Tabatha Bundesen, nel settembre del 2012. L'anno dopo Grumpy Cat era sulla prima pagina di The Wall Street Journal e nel 2014 la sua pagina ufficiale di Facebook aveva raggiunto più di 10 milioni di like. Oggi Grumpy Cat è un marchio del valore di un milione di dollari e la simpatica gattina si diletta tra libri, calendari, film per la tv, oltre ad essere diventata anche un meme.

grumpy cat
Grumpy Cat è un fenomeno virale di valore milionario.


Happy”, quando la gioia è virale

Il 2014 oltre ad essere stato l'anno del selfie ha visto un altro fenomeno virale molto diffuso anche in Italia. Si tratta del video musicale di Pharrell WilliamsBecause I'm happy”. Il video, che ha raggiunto 155 milioni di visualizzazioni, ha prodotto a livello planetario moltissimi emuli, che sulle note della canzone ballano in modo spensierato come antidoto ai problemi di tutti i giorni. In Italia i primi ad essersi cimentati nell'impresa sono stati gli operai della Fiat di Melfi, a cui hanno avuto seguito i video realizzati dai cittadini di Reggio Calabria, Siena, Firenze, Roma e tanti altri.



Le informazioni sulla rete si muovono velocemente, così anche le mode e le tendenze, e basta poco affinché un fenomeno diventi virale. Gli esempi sono tantissimi e alcuni hanno un'origine tutta italiana. C'è qualche fenomeno del web a cui voi siete particolarmente affezionati?




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martedì 21 aprile 2015

Da oggi Google premia i siti mobile friendly

Sempre più utenti utilizzano il proprio smartphone per connettersi ad Internet e Google ha deciso di favorire i siti mobile friendly, grazie ad un nuovo algoritmo che privilegerà la loro posizione nei risultati di ricerca.

google mobile friendly
Da oggi Google mette in moto il nuovo algoritmo che premia i siti mobile friendly.


Oggi, 21 aprile 2015, è una data storica per Google e per gli esperti di SEO, l'insieme di tecniche che permette di migliorare la visibilità di un sito sui motori di ricerca. Era infatti già stato annunciato un po' di tempo fa che oggi Google avrebbe messo in moto il suo nuovo algoritmo, che premia i siti mobile friendly, favorendoli nei risultati di ricerca a discapito di quelli non ottimizzati per i dispositivi mobile.

Perché Google premia i siti mobile friendly

A Google il mobile friendly piace, e anche molto, altrimenti non avrebbe cambiato il suo algoritmo probabilmente. La motivazione è tutto tranne che romantica però. Diversi studi hanno dimostrato come ormai, a livello globale, il 60% del traffico online è generato da dispositivi mobile e si arriverà secondo le stime al 70% nel 2020. Google inoltre dal 2012 ha triplicato la sua raccolta pubblicitaria dal mobile, arrivando a 6,3 miliardi. Tutto questo ha spinto l'azienda a cercare di offrire un servizio migliore rivolto al segmento del mobile.

È in arrivo il Mobilegeddon?

google mobile friendly mobilegeddon
I siti che non sono ancora mobile friendly dovranno adeguarsi se non vorranno perdere la posizione acquisita.


Chi si occupa di SEO ha ribattezzato questa novità di Google come Mobilegeddon, ovvero la fine per tutti quei siti che non sono ancora mobile friendly. In realtà per il momento, il nuovo algoritmo favorirà la visibilità dei siti ottimizzati per i dispositivi mobile, solo per le ricerche effettuate tramite smartphone, mentre i risultati dovrebbero restare invariati per quelle fatte tramite tablet e desktop. Pare però, secondo voci di corridoio, che questo cambiamento coinvolgerà anche gli altri dispositivi, se non subito quantomeno prossimamente. Il nuovo algoritmo avrà sicuramente un forte impatto per le aziende e le attività che hanno ovviamente interesse ad essere trovate su Google e che dovranno quindi adattarsi, se ancora non l'hanno fatto, al mobile friendly. Secondo la società di ricerca SumAll, il 67% delle prime cento aziende classificate da Fortune non è ancora mobile friendly. Anche in Italia molte aziende ed enti dovranno adeguarsi. Per fare qualche esempio, il sito del Governo Italiano non è mobile friendly, come anche quello dell'Agenzia delle Entrate, di 8 università su 10 e il 65% delle aziende quotate in borsa.

Come sapere se un sito è mobile friendly

Google però è generoso e vuole salvare tutti dal Mobilegeddon. Per questo ha messo a disposizione un servizio per capire se il proprio sito è mobile friendly. Una volta che avrete avviato l'analisi, Google vi permetterà di osservare come gli utenti vedono il vostro sito sul dispositivo mobile. Se l'esito dell'analisi sarà invece negativo, il servizio vi dirà quali sono gli errori che dovreste correggere per farlo diventare mobile friendly. Alcune delle caratteristiche che rendono un sito ottimizzato per il mobile sono:
  • la possibilità di leggere il testo senza ricorrere allo zoom
  • i pulsanti e i link non devono essere troppo vicini e devono essere semplici da selezionare
  • non deve essere utilizzata la tecnologia Flash
  • si deve evitare lo scrolling orizzontale della pagina

google mobile friendly
L'anno scorso Google aveva introdotto l'etichetta per riconoscere i siti mobile friendly.


In realtà Google aveva premiato queste buone pratiche già l'anno scorso, con l'introduzione dell'etichetta “mobile friendly” nella visualizzazione dei risultati di ricerca. Allora però l'utente poteva solo sapere, mentre scorreva la SERP (la pagina dei risultati), se i siti che vedeva erano mobile friendly o meno, ma l'ordine con cui comparivano era basato sul vecchio algoritmo.



Sempre più utenti, sia a livello globale che in Italia, utilizzano il proprio smartphone per navigare su Internet e per questo Google ha deciso di premiare i siti che offrono un servizio di qualità in questo settore. E voi, vi collegate più spesso dal mobile o dal pc? Fate attenzione che i siti siano mobile friendly quando utilizzate lo smartphone?




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giovedì 16 aprile 2015

Klout Score: cos'è, come funziona e quanto è affidabile

Il Klout Score è un indice che misura l'influenza degli utenti sui social media, basandosi su centinaia di variabili che vengono elaborate da un algoritmo. Per le aziende e per chi si occupa di comunicazione è importante capire come funziona, senza prendere però le sue stime come oro colato.

klout score
Klout è la piattaforma online gratuita che misura l'influenza degli utenti sui social media.


Quelli di voi che hanno un po' di dimestichezza con i social media e magari ne hanno fatto la loro professione, sono sicuramente attenti al loro Klout Score, ovvero il valore che misura la propria influenza e reputazione online. Cerchiamo quindi di capire bene in cosa consiste quest'indice e quali sono alcuni suggerimenti per aumentarlo, tenendo presente però anche i suoi limiti.

Che cos'è Klout

Prima di parlare di Klout Score, facciamo un passo indietro e vediamo innanzitutto cos'è Klout. Klout è una piattaforma online gratuita di social networking, che offre analisi e statistiche personalizzate sui social media. Il servizio è stato lanciato a settembre 2009 da Joe Fernandez e Binh Tran e serve per misurare la capacità di un utente di creare interazione con la sua rete di contatti presenti nel social network. Il Klout Score è il punteggio che misura quindi l'influenza e la reputazione di un singolo, ma anche di un'azienda, ed è compreso in una scala da 1 a 100. Più il punteggio è alto, più è difficile aumentarlo. Il Klout Score si forma grazie a più di 400 variabili provenienti dai social collegati alla piattaforma, che attualmente sono: Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Foursquare, Google+, Linkedin, Tumblr, Blogger, WordPress.com, Last.fm, Flickr, Yammer.

klout score
Il Klout Score è un indice che va da 1 a 100.


Come funziona Klout

Il Klout Score è calcolato grazie ad un algoritmo, che prende in considerazione diversi input provenienti dai social media. Per Facebook ad esempio vengono valutati i Mi Piace, le condivisioni, i commenti e le citazioni. Per Twitter, che è il social media con il peso maggiore, vengono presi in considerazione i retweet, le menzioni e l'essere aggiunti a liste pubbliche. Quindi, più un utente è in grado di creare contenuti che generino interazione, più si è influenti secondo Klout. Il Klout Score viene assegnato in base a 3 parametri:

  1. Network Influence: è la capacità di un utente di influenzare la propria rete
  2. True Reach: è il numero di persone reali che ogni giorno segue gli aggiornamenti di un utente
  3. Amplification Probability: misura quante volte i vostri contenuti vengono condivisi da altri utenti


Se quindi un utente è in grado di generare 100 retweet o 100 commenti con 10 post, il suo Klout Score sarà più alto di quello di un utente che ha ottenuto lo stesso risultato con 1000 post. Inoltre, gli utenti che interagiscono non hanno tutti lo stesso peso, ma vale ad esempio di più il Mi Piace di un utente che generalmente è restio a mettere i Like.

klout score
Il Klout Score è calcolato in base ad un algoritmo che tiene conto di più di 400 variabili.


Klout Perks

Klout ha un sistema per premiare i suoi utenti virtuosi. La piattaforma collabora con aziende, tra le quali ad esempio Starbucks e Audi, che offrono dei Perk agli utenti che, secondo il Klout Score, sono influenti in un determinato settore. Il co-fondatore Joe Fernandez ha infatti affermato che Klout, nella visione dell'azienda, dovrebbe funzionare con un meccanismo piramidale, in quanto mette in comunicazione le imprese con gli influencer, che a loro volta interagiscono con la massa di utenti. I Perk possono essere prodotti concreti, sconti speciali o l'accesso premium a determinati servizi.

Consigli per aumentare il proprio Klout Score

È la stessa piattaforma a fornire dei suggerimenti per aumentare il proprio Klout Score. Le dritte consistono principalmente in 4 punti:

  • Create contenuti condivisibili. Per fare questo dovete pubblicare post, link o immagini che possano essere utili per i vostri contatti, che siano interessanti o in grado di suscitare emozioni.
  • Avviate delle discussioni. Dovete essere voi i primi ad interagire con i vostri contatti, ponendo ad esempio delle domande per avviare delle conversazioni, chiedendo suggerimenti. Inoltre, dovete essere voi stessi ad essere utenti attivi nel commentare ciò che pubblicano gli altri.
  • Non trascurate nessun social media. Ricordatevi di collegare al vostro account su Klout tutti i vostri profili, seguendo e curando ciascuno di essi.
  • Prestate attenzione agli influencer del vostro settore. Seguite le personalità di spicco della vostra nicchia e degli argomenti che vi interessano, cercando di stabilire un contatto.


Perché essere su Klout

Non essere su Klout non segnerà la vostra fine, non preoccupatevi. Però dipende da cosa volete fare nella vita. Se la vostra passione o il vostro lavoro riguarda Internet, il social media marketing, la comunicazione online in generale, bé a Klout dovreste prestare attenzione. Un'azienda interessata ad assumervi in questo campo probabilmente andrà a vedere il vostro Klout Score. Se invece siete un'azienda, potete utilizzare la piattaforma per valutare ad esempio l'andamento delle vostre campagne pubblicitarie online e altre attività di cui vi occupate sul web.

klout score
Klout è un servizio utile per chi si occupa di comunicazione online e per le aziende.


Klout è davvero affidabile?

Attenzione a non confondere Klout come il giudice del web. La piattaforma infatti deve essere valutata in modo critico, tenendone presente i limiti. Il principale in assoluto è che il Klout Score indica la quantità della vostra influenza in rete, ma non la qualità. Un contenuto negativo potrebbe essere condiviso da moltissimi utenti, anche solo per diffamarlo o parlarne male, ma il Klout Score dell'utente che l'ha creato salirà comunque. Inoltre, il punteggio misurato, seppur comprensivo di una serie di fattori, è pur sempre parziale.


Il Klout Score è un indice che misura in maniera abbastanza completa la propria influenza sui social media, anche se le sue valutazioni non vanno prese come oro colato. Voi utilizzate Klout? Se sì, qual è il vostro Klout Score?



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martedì 14 aprile 2015

Identità sessuale, Scrapbook ed eredità: Facebook pensa proprio a tutti

Facebook ultimamente ha aumentato non solo la tutela dei suoi utenti, ma ha anche realizzato una serie di servizi per andare incontro alle necessità di diverse tipologie di "amici", pensando a chi non ha un'identità di genere ben definita, ai genitori con bambini piccoli e ai defunti.


facebook
Facebook ultimamente ha lanciato dei servizi per soddisfare le esigenze di  alcune categorie di utenti.


Recentemente abbiamo pubblicato un post che spiegava come Facebook si sia attrezzato per aumentare le misure di tutela dei propri utenti. Mark Zuckerberg però negli ultimi mesi ha pensato anche ad altre necessità dei suoi “amici”. Le novità riguardano in particolare la possibilità di definire meglio la propria identità di genere, quella di agevolare e forse tutelare i contenuti riguardanti bambini, e quella di poter lasciare il proprio account in eredità. Vediamo meglio queste tre novità una per una.

Facebook e identità di genere

Da pochissimo Facebook ha dato la possibilità agli utenti italiani (negli Stati Uniti e in altri paesi si poteva già fare), di poter definire la loro identità sessuale in maniera decisamente più precisa. Per poter cambiare la vostra identità dovrete eseguire pochi e semplici passaggi:

  1.  Andare su Informazioni
  2.  Informazioni di contatto e di base
  3.  Sesso
  4.  Personalizzata
facebook identità di genere
Facebook permette di scegliere tra 10 identità sessuali diverse per definire il proprio stato.


A questo punto potrete scegliere tra ben 10 categorie quella che ritenete più adeguata al vostro stato:

  • Cisgender uomo/donna: vuol dire che vi identificate con l'identità sessuale con la quale siete nati
  • Uomo/donna transgender: in questo caso il genere con cui vi identificate non è quello che vi ha dato mammà... ma c'è di più! Potete specificare se siete in transizione per cambiare da uomo a donna o il contrario
  • In esplorazione: non siete molto sicuri del vostro genere e preferite non definirvi
  • Intersessuale: in base alle vostre caratteristiche sessuali, non siete definibili né completamente maschi, né completamente femmine
  • Bigender: volete la botte piena e la moglie ubriaca, quindi vi identificate in entrambi i generi allo stesso tempo
  • Genderqueer: voi andate oltre, pensate di non essere né uomo né donna, ma qualcos'altro di non ben definito
  • Pangender: questa è la formula all inclusive, voi infatti siete tutti i generi
  • Agender: riconoscete gli uomini e le donne, ma non vi sentite appartenere a nessuna delle due categorie
  • Androgino: pensate di avere sia caratteristiche maschili che femminili, ma non vi sentite totalmente né l'uno né l'altra
  • Genderfluido: non sapete bene, ma vi sentite in costante evoluzione

Scrapbook


scrapbook
Scrapbook è il nuovo servizio di Facebook per creare un album dedicato al proprio bambino.


Molti contestano la tendenza presente su Facebook di condividere le foto dei propri bambini. Spesso capita infatti di avere amici che postano in continuazione immagini dei loro pargoli, sappiamo quando hanno messo il primo dentino, abbiamo visto i loro compleanni e di alcuni anche l'ecografia quando ancora erano un minuscolo puntino. Se questa moda sia giusta o meno, ai posteri l'ardua sentenza. Facebook però ha pensato di creare Scrapbook, un modo che consente agli utenti di raggruppare le foto dei loro bambini in un unico album. I genitori potranno poi creare dei tag specifici di cui avranno l'utilizzo esclusivo. Questa funzione per il momento però sarà disponibile solo negli USA per iOS e Android e per la versione desktop.

Facebook ed eredità digitale


facebook contact legacy
Facebook ti permette di lasciare il tuo account in eredità.


Mark Zuckerberg ha deciso di pensare non solo ai genitori e a chi ha un'identità sessuale non convenzionale, ma anche a chi non c'è più. Da tempo si parla di eredità digitale, ovvero che fine fanno i nostri profili che le informazioni che mettiamo sulla rete dopo la nostra morte? Facebook ha deciso di fare un primo passo per trovare una risposta alla questione. Si chiama Legacy Contact il nuovo servizio messo a disposizione e per ora disponibile solo negli Stati Uniti. Grazie a questa funzione ogni utente potrà decidere di lasciare in gestione il suo account, dopo la sua morte, ad una persona da lui designata. Il gestore potrà entrare quindi nel profilo e modificarlo, rispondere alle richieste di amicizia ed eseguire le disposizioni lasciate dal defunto. La persona designata però non potrà visualizzare i messaggi privati ricevuti dallo scomparso quando era in vita. Inoltre l'utente potrà impostare un'opzione che cancella definitivamente il suo profilo in caso di decesso, in modo che non sia più visualizzabile da nessuno.

Le esigenze degli utenti non riguardano solo la tutela, ma ogni categoria di persone ha dei bisogni specifici e Facebook sembra che, un passo alla volta, stia cercando di accontentare tutti. E voi, se poteste andarvi a prendere una birra con Zuckerberg, quali servizi gli consigliereste di creare? C'è qualche funzione di cui sentite la necessità?




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1. Deejay
2. Transgenderfreedom
3. Techlicious
4. Magillaguerrilla

giovedì 9 aprile 2015

Twitter festeggia 9 anni e guarda al futuro

Twitter festeggia nove anni e per l'occasione ha deciso di pubblicare i tweet indimenticabili che hanno segnato la sua storia. Ma il social non si è fatto prendere troppo dai festeggiamenti e in quest'ultimo periodo ha realizzato interessanti novità per i suoi utenti.

twitter logo
Il 21 marzo Twitter ha festeggiato il suo nono compleanno.


Il 21 marzo Twitter ha spento nove candeline. È infatti il 2006 l'anno di nascita di uno dei social network più rivoluzionari della storia, che ha contribuito ad innovare il mondo del giornalismo e della comunicazione. Dallo star system alla politica, Twitter ha cambiato le regole dell'informazione, incentrando tutto sull'immediatezza e la capacità di sintesi per creare engagement tra gli utenti, che ad oggi sono circa 280 milioni attivi al mese. Per festeggiare il suo compleanno Twitter ha deciso di pubblicare alcuni dei tweet che hanno fatto la storia, ma oltre a fare un viaggio nei ricordi, è bene sapere che il social ultimamente ha reso disponibili delle importanti novità.

I tweet che hanno fatto la storia

In questo periodo circolano in rete i tweet che hanno segnato la storia del social. Tra questi non si può non menzionare il primo tweet in assoluto, pubblicato dal co-fondatore Jack Dorsey alle 21.50 del 21 marzo del 2006, dando così il via al coro dei cinguettii. Bisogna aspettare invece fino al 23 agosto del 2007, prima che uno degli utenti proponga l'utilizzo degli hashtag, che hanno poi segnato profondamente il modo di comunicare su Twitter e non solo. Tra gli altri tweet storici che vogliamo ricordare, c'è quello pubblicato da Obama il 7 novembre del 2012, corredato anche da un'immagine di lui che abbraccia la moglie, a seguito del rinnovo del suo mandato presidenziale. Questo tweet è molto importante soprattutto per via dell'utilizzo della fotografia, che ha dato il via all'uso di determinate immagini sui social, che come abbiamo visto in uno degli ultimi post è estremamente importante.

tweet obama
Tra i tweet storici c'è quello postato da Obama in occasione del suo secondo mandato.


Se siete invece curiosi di sapere qual è il tweet più ricondiviso della storia, questo è il selfie di gruppo postato da Ellen De Generes in occasione degli Oscar del 2014. Altri tweet storici, questa volta nostrani, sono sicuramente il primo di Papa Ratzinger postato nel 2012, che è stato un vero e proprio evento globale. Ma da non dimenticare anche l'uso assiduo che ne fa il nostro presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che ha addirittura twittato nel febbraio del 2014 la notizia che le nomine dei ministri erano finalmente pronte. E non dimentichiamo infine @AstroSamantha, ovvero Samantha Cristoforetti, che dalla Stazione Spaziale Internazionale fa sognare con i suoi tweet moltissimi followers.

Twitter: le ultime novità

Celebrare degnamente il compleanno è lecito e far fare agli utenti un viaggio fra i ricordi è emozionante, ma non bisogna dimenticare che Twitter guarda dritto al futuro e recentemente ha avuto in serbo per noi importanti novità. Un aggiornamento fresco fresco riguarda il fatto che adesso è finalmente possibile incorporare i commenti dei tweet nei contenuti ricondivisi. Questa funzione infatti prima non era possibile, mentre adesso l'utente avrà a disposizione i 140 caratteri per il suo commento, potendo però anche incorporare quelli del post che sta retwittando.
Un'altra novità riguarda il Quality Filter, una nuova funzione che permette di filtrare nelle notifiche i contenuti che contengono parole offensive, insulti, duplicati o contenuti provenienti da account sospetti. Per il momento però questo strumento è disponibile sono per gli account verificati che utilizzano per connettersi app iOs.

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Periscope è la nuova app per il video streaming lanciata da Twitter.


Un'altra novità riguarda il lancio che Twitter ha fatto di Periscope, un'app che permette di fare video streaming in diretta. Se si vorrà fare lifecasting con Periscope si dovrà quindi essere dotati di un account Twitter e scaricare l'applicazione dal suo App Store. Probabilmente l'utilizzo di video in diretta al posto dei classici commenti sarà un trend destinato a crescere, come dimostra l'emergere sul mercato di alcuni rivali, come Streamago Social di Tiscali, che però a differenza di Periscope di appoggia a Facebook.



In nove anni Twitter è riuscito ad avere un impatto incredibile sul modo di fare comunicazione in diversi ambiti, come dimostrano anche i tweet storici pubblicati in occasione del compleanno del social. Giustamente però Twitter non si adagia sugli allori e continua a lavorare per proporci novità al passo con i trend del momento. E voi, avete un account su Twitter? Lo utilizzate frequentemente? Quali sono i tweet famosi che vi sono rimasti nel cuore?




Photocredits:

1. Adweek Blog Network
2. I media-mondo
3. GSite

martedì 7 aprile 2015

La ricerca medica diventa open con Research Kit

Research Kit è il nuovo progetto di Apple che dovrebbe aiutare la ricerca medica, grazie alla condivisione di un'enorme quantità di dati clinici provenienti da volontari. In un mondo popolato però da ipocondriaci e dove le app sulla salute dilagano, i dubbi sul buon utilizzo di questo strumento sono molti.

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Research Kit è una piattaforma open per la ricerca medica realizzata da Apple.


Da questo mese è disponibile Research Kit, la prima piattaforma open dedicata alla ricerca scientifica in campo medico, messa a punto da Apple. L'azienda di Cupertino, forse sulla scia del successo riscosso in questi anni dalle app che riguardano la salute, ha deciso di puntare ad un obiettivo più ambizioso. Reserch Kit è infatti una piattaforma open source che permette agli utenti di condividere, con i centri di ricerca medica che fanno parte del progetto, dati relativi alla loro salute. In questo modo, oltre ad aiutare la ricerca, i volontari avranno anche la possibilità di essere in contatto con gli studiosi in maniera più informale e di avere accesso agli aggiornamenti relativi al loro stato di salute in tempi più rapidi. Ovviamente, essendo la salute un tema piuttosto delicato, sono emersi subito diversi dubbi e perplessità. Vediamo di spiegare meglio quindi in cosa consiste Research Kit e quali sono ad oggi alcune delle app utilizzate dagli utenti per monitorare la loro salute.

In cosa consiste Research Kit

Come già detto, Research Kit è una piattaforma open source, quindi fruibile anche da chi non possiede un iPhone, che permette a chiunque abbia un cellulare di fare da volontario per diversi test medici, attraverso l'utilizzo di alcune app. I dati vengono trasmessi ai centri medici associati, vengono filtrati ed utilizzati dai ricercatori, i quali potranno trasmettere i risultati ai volontari in tempi veloci. Apple ha lavorato a questo progetto con un grande numero di ospedali e università degli Stati Uniti e del Regno Unito, al fine di creare delle app per la raccolta dei dati clinici. Per il momento sono disponibili cinque app per la ricerca sul Parkinson, il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro al seno e l'asma. Ad esempio l'app che studia il cancro al seno si chiama “Condividere il viaggio” ed è dell'istituto Dana-Farber. L'app permette di monitorare gli effetti comuni dei trattamenti contro il tumore al seno, utilizzando le indagini e le informazioni che arrivano direttamente dalle pazienti.

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Tramite smartphone sarà possibile inviare i propri dati medici direttamente ai centri di ricerca associati.


Quali sono i dubbi su Research Kit

Research Kit ha senza dubbio un fine nobile e un potenziale di aiuto alla ricerca incredibile. La sua forza sta, almeno nell'idea dei suoi creatori, nel numero potenzialmente elevatissimo di utenti che ne usufruiranno e quindi della grandissima quantità di dati a disposizione su cui lavorare. Ci sono però alcune perplessità a riguardo. Innanzitutto dei dubbi sono stati sollevati per la tutela della privacy dei volontari. Le informazioni mediche sono infatti dei dati sensibili strettamente protetti e la condivisione via mobile non è certo così rassicurante. Eppure Apple garantisce che l'azienda non vedrà i dati, ma che ogni utente sceglierà quale app utilizzare e quali informazioni condividere. Ciò che non fa stare tranquilli però, non è tanto la mancanza di fiducia in Apple o meno, ma il fatto che se il progetto come probabile prenderà piede, entreranno nel mercato altre aziende e potrebbero esserci altri attori a gestire il flusso dei dati, con risvolti imprevedibili. L'altro forte dubbio che suscita Research Kit è invece relativo all'affidabilità degli stessi utenti. Di solito infatti nei centri di ricerca qualificati, i pazienti che vengono sottoposti a studi sperimentali sono scelti molto attentamente dopo numerosi test clinici. In questo caso invece, tutti coloro che possiedono uno smartphone potranno essere delle cavie, dando così vita al luna park degli ipocondriaci. Pensate infatti a tutti i malati immaginari che esistono e che potrebbero di sicuro inviare informazioni scorrette, anche se in buona fede, ai ricercatori. Per non parlare della percentuale di coloro i quali, per pura goliardia, potrebbero prendere poco seriamente questo strumento e non utilizzarlo nella maniera adeguata. Sicuramente questi rischi sono stati considerati da Apple, ma prima che l'azienda di Cupertino perfezioni il progetto in modo da renderlo il più possibile indenne da questi rischi, ci vorrà del tempo.

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Uno dei dubbi sollevati da Research Kit, è quello dell'affidabilità dei dati inviati dagli utenti.


Alcuni esempi di app sulla salute

Research Kit non è un'app, ma una piattaforma, che però utilizza le applicazioni per la raccolta dei dati. In questi anni infatti si è vista la crescita massiccia delle app che riguardano la salute e il benessere degli utenti, proprio perché vi è un'attenzione maggiore al proprio stato psicofisico. Semplici da utilizzare, alcune volte prese come un gioco, le app mediche spopolano su tutti i dispositivi. Un esempio è Instant Heart Rate, che con un semplice tocco misura il battito cardiaco con buona precisione. Se pensate di avere problemi di vista c'è Vision Test, che permette di capire, tramite alcuni controlli, se siete miopi o astigmatici, se mettete a fuoco i colori o se avete altri difetti. 

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Instant Heart Rate è un'app che permette di monitorare il proprio battito cardiaco.


È ancora un prototipo invece, ma presto potrebbe arrivare un'app in grado di monitorare la propria salute psicologica. È un progetto dell'Università di Rochester e si basa su dei video selfie ripresi dalla telecamera del proprio smartphone mentre si utilizzano i social network. Il programma estrae dei dati fisiologici, come la dilatazione delle pupille e il numero dei battiti di ciglia, e li incrocia con informazioni ricavate dai social network, ad esempio cosa si condivide, quanti click vengono effettuati, con che velocità si scrollano le pagine e così via, al fine di valutare lo stato emotivo della persona. Meglio che i lunatici ne stiano alla larga insomma.


Research Kit potrebbe cambiare la vita di milioni di persone e dare un grande contributo alla ricerca scientifica, ma bisogna tenere presente anche i rischi di questo strumento, sia dal punto di vista della qualità dei dati, sia della privacy degli utenti. E voi, vi fidereste a fare da cavie per Research Kit? Uitlizzate qualche app sulla salute?



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